ARTICOLO "Stampa Estera"

 

Sembra ieri che mi sono iscritto alla Scuola di Giornalismo a Zwolle, una piccola città nel Nordest di Olanda e non è nemmeno così tanto tempo fa. Ma quando penso a come dovevamo lavorare sembra un secolo fa. Sulla lista delle cose veramente indispensabili era scritto: macchina da scrivere. Per fortuna un’amica della mia madre aveva una e me la dava. Un Olivetti, mechanica, con quell gambe fine e un nastro di inchiostro a vista. Per fare le esami la classe si divideva in due: un’aula era quelli con la macchina mechanica, io allora, e l’altra per quelli che avevano una macchina electrica (considerato l’ultima nella technologia…). Nella mia aula c’era un casino strepitoso : tac, tac, tac, rrrraaaannnng, nel’altra il silenzio di una chiesa a domenica mattina : un brusio di ditta che cercano le lettere sulla tastiera. In quell’aula c’era anche un mio amico che avea una cosa spaziale : un computer portatile… Pesava una tonnellata ed non aveva un harddisk, per avviare il computer doveva mettere un floppy con i programmi mettere in uno dei due spazi apposti. Il motivo per cui aveva scelto quella scuola e non quella di Utrecht, che è una città molto più vivace di Zwolle, era la presenza di uno studio radiofonico nuovo con magnetofoni Studer del’ultimo tipo. Veramente ‘State of the art’ ! Quando dopo cinque anni dal inizio dello studio avevo cominciato di lavorare i primi computer per fare montaggio audio venivano introdotti, ma figuriamoci che avesse mai potuto avere uno personale. Tre anni dopo mi compravo un altro computer e la radio mi regalava il programma… Intanto monto reportage video su un portatile e mando documentario audio di un’ora tramitte internet in Olanda. E quando la velocità upload si abbassa troppo, mi arrabbio, e poi penso al momento dal moi primo montaggio audio…. Entravo nello studio con in mano due nastri, uno con l’intervista registrata a uno bianco. Il primo lo mettevo su un magnetofono e l’altro su quello a fianco. Poi dovevo aprire il canale del magnetofono sinistro e l’altro dovevo mettere su…, oppure era al contrario ? Poi dovevo mettere a posto l’uno o era l’altro… E da qualche parte dovevo spingere ‘play’ e ‘play’ e ‘rec’ insieme… Incredibile quanto era complicato… Adesso faccio ‘click’, ‘click’ e se non mi piace faccio ‘Ctrl Z’ e via. Nostalgia è bella, ma la technologia ci fa lavorare più veloce e con meno stress.
 

Angelo Van Schaik