ARTICOLO "Metro/La Repubblica"

Ora c'è anche facebook. Elisabetta (ma chi è?) ti invita al laboratorio di creatività, Francesco si stappa una bella bottiglia di Brunello (succede praticamente tutti i giorni, al tramonto), Enzo si fuma una bella marlboro ed è sfatto come un uovo alla "cock" (lo scrive così, non ha mai visto film porno USA, probabilmente). L'universo faccialibro ha fatto irruzione prepotente già da qualche mese e la sua vita scorre parallela a un'altra dimensione, quella dei comunicati stampa e delle agenzie. Mentre Francesco si è scolato l'ennesima bottiglia di Brunello (cavolo, Francè, ma costa anche il Brunello!) mi arriva un invito per una tavola rotonda con Nek e per una festa che celebra i venti anni di carriera di Scialpi. L'ultima è che Pupo ha scritto l'inno per la principale squadra di calcio di Mosca. Leggo incredulo, proprio nel momento in cui dall'altra parte dell'universo, nella nuova piazza virtuale, mi arriva l'invito per il gruppo "Grazie, graziella e grazie ar...". E' firmato Federica, dal Venezuela. Vorrei rimanere in tema, ringraziare calorosamente e declinare. Ma l'opzione "no grazie" non c'è, dunque ignoro. Strumenti fondamentali per il lavoro, internet e il computer. Serve biografia per un pezzo su Bob Dylan? Wikipedia, solitamente impeccabile. I tropicalisti Caetano Veloso, Gilberto Gil? Una loro foto? Tre, quattro minuti, eccoli lì, tutto molto rapido, a portata di clic. Digito ergo sum. Tutto è talmente veloce di fronte allo schermo che le cose nuove paiono nascere già vecchie. Si sta sulla notizia, si battono i tasti alla ricerca della forma migliore, la fantasia al galoppo. Da un altra parte la vita virtuale parallela, spazio rassicurante, pieno di cose da fare e di amici, continua a mandare i suoi input e i suoi messaggi. Su facebook. Solo che sarebbe bello sentire di nuovo l'odore selvaggio della strada. E bersi ogni tanto un bel whisky con qualcuno, magari al Roxy Bar...

 

Stefano Milioni