ARTICOLO "LA 7" |
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Certo penne stilo taccuino e impermeabile sgualcito hanno ed avranno sempre il loro atavico fascino. Ma oggi è più facile incontrare allo stadio piuttosto che sulla scena del crimine o in tribunale colleghi muniti di computer portatili sempre più piccoli, palmari, satellitari e via dicendo e che magari arrivano in scooter. E' fuori dubbio che i più moderni strumenti per la connessione cambino totalmente la vita del giornalista che lavora sul campo. L'era del digitale non serve solo ad arrivare prima degli altri nel distribuire l’informazione: in realtà, è usata soprattutto per documentarsi meglio adattandosi quindi al lavoro del giornalista e alle sue crescenti esigenze di mobilità e flessibilità. E in questo contesto giocano un ruolo fondamentale la velocità e semplicità delle comunicazioni. È ormai possibile realizzare postazioni redazionali mobili complete di ogni strumento, con telefono, accesso ai dati, condivisione dei documenti a distanza. Si può impaginare e tagliare i pezzi stando fuori dalla redazione e, allo stesso tempo, parlare in videoconferenza con l’ufficio centrale. tutto cio' consente di svolgere un lavoro di maggiore qualità in qualsiasi condizione, anche la piu' avversa, come ad esempio, nelle zone di guerra. E che uso facciamo noi addetti ai lavori della rete? Secondo una ricerca di Prima Comunicazione, il 35 per cento dei giornalisti italiani ritiene che l’utilizzo della Rete sia dedicato alla «ricerca di articoli, informazioni, fonti», il 22 per cento lo vede soprattutto concentrato sulla «ricerca di spunti per le notizie», il 18 per cento per la «lettura di pubblicazioni online» e il 14 per cento per la ricerca di «foto, immagini, video». La Rete non offre solo il modo per trovare informazioni, ma propone anche forme innovative di pubblicazione, come avviene nei blog, che stanno nettamente superando la ristretta cerchia degli appassionati per diventare un nuovo genere giornalistico. ma in tutto questo cio' che per fortuna continua ad essere determinante è la capacità del singolo giornalista di saper filtrare con equilibrio e competenza la grande mole di informazioni da girare a un pubblico sempre piu' competente ed esigente. Il torneo grandi firme, almeno quello, resta invece un baluardo di espressione delle capacità umane da esprimere sul campo, quello da calcetto. Avanti cosi', col computer o con la penna, guai a chi ce lo tocca!!!
Paolo Pellacani |
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All’inizio ho pensato va be gli faccio il solito articolo a prenderci in giro, lasciando perdere la traccia suggerita che mi sembra troppo impegnativa per uno che fa televisione. Poi visto quello che sta accadendo qua dentro a LA7 ho cambiato idea. Altro che nuove tecnologie, giornalismo ieri-oggi, al passo con i tempi. Il vero rischio, per tutti non solo qui a LA7, è rimanere senza lavoro. Con il supporto dei colleghi dell’Ansa ecco come e’ finita la nostra vicenda (per ora senza tagli). GIORNALISTI: FIRMATO ACCORDO PER LA7, NESSUN LICENZIAMENTO - ROMA, 3 FEB - E' stata firmata questa notte al ministero del Lavoro dalle organizzazioni sindacali e da Telecom Italia Media l'intesa per La7. L'accordo di solidarieta' - che evita il licenziamento di 25 giornalisti, previsto inizialmente dalla procedura di licenziamento collettivo avviata dall'azienda - prevede una riduzione dell'orario di lavoro e del salario pari al 16%, con una quota di solidarieta' per i contributi figurativi, pari all'8%, integrata dall'Inpgi, l'Istituto di previdenza dei giornalisti. L'applicazione dell'accordo avra' una durata di due anni, dal primo marzo prossimo al 28 febbraio 2011. Dopo 5 mesi di trattative, l'intesa e' stata firmata dal comitato di redazione dell'emittente, dai rappresentanti della Federazione nazionale della stampa, dalle Associazioni di stampa romana e lombarda e di Ti Media. Questa e’ la situazione e come direbbe Fantozzi (non quello della CAI): “abbiate pieta’ fateci almeno vincere il Grandi Firme.”
Paolo Celata |