ARTICOLO "SKY SPORT" |
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Ma sì, ora posso dirlo: l’ho fatto per te, Emilio. Come chi è Emilio? Di Emilio ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno. Emilio Piervincenzi, uno dei motori, l’”anima” di questo Grandi Firme e dei prossimi 30 per l’impegno, la grinta e la caparbietà che ci mette nello smontare e rimontare le sue squadre, anno per anno, pezzo per pezzo, come un vecchio orologiaio ricurvo nella sua bottega. Dunque, Emilio mi ha già promesso da mesi di fare piazza pulita quest’anno al torneo. La sua frase preferita riecheggia dallo scorso inverno sui campi della periferia romana: “Quest’anno non ce n’è per nessuno”. Essendo questo annuncio arrivato con grande anticipo sull’inizio del torneo, ho pensato di premunirmi. E soprattutto ho deciso di giocarlo anch’io, per la prima volta, questo benedetto “Over 40”, festival di chi ha sempre meno birra in corpo ma la voglia di nasconderlo e sembrare giovane davvero contro ogni logica e contro ogni carta d’identità. Finalmente un torneo su misura, in cui potrò dire “Gioco io e altri quattro”, ma sempre pronto a farmi da parte se vedrò che rappresento un danno per la mia squadra, il che è quasi matematico. Ho solo un obbiettivo: la finale (o una sfida importante) contro Piervincenzi, Mazzitelli e la loro banda. Per arrivarci non ho badato a spese, ingaggiando anche un vecchio mestierante del torneo Giulio Cardone. Con lui avevo un debito di riconoscenza: da anni mi delizia con la “colonna infame” sull’etere romano pubblicata da “Repubblica” ogni lunedì. Potevo dirgli di no? No che non potevo, no che non volevo…E allora eccoci pronti alla sfida con quelle che considero le corazzate dell’Over 40, l’Invincibile Armata di Piervincenzi e il Corriere dello Sport-Stadio con Dalla Palma e “O Zico” Boccardelli, una volta compagni di tanti successi e oggi avversari ma sempre amici di una vita. Quando si comincia? Non vedo l’ora… Perché sarà pure vero che il lavoro del giornalista è cambiato, che le macchine per scrivere sono diventati pezzi d’antiquariato, che è tutto diverso da prima. Ma in realtà, per noi del “Grandi Firme”, è come se il tempo si fosse fermato. Siamo rimasti bambini, anzi forse ogni anno che passa lo viviamo alla rovescia, torniamo indietro in una sorta di regressione che è la nostra magìa. Pronti ad emozionarci per un gol o un palo, ad arrabbiarci per una decisione arbitrale contraria, a tentare cambi improbabili e a sbagliarli regolarmente. Poi siamo tutti pronti a criticare Spalletti o Ancelotti… Massimo Tecca |